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PROBLEMATICHE DEL DOSAGGIO DEL PARATORMONE NEL PAZIENTE UREMICO: VALUTAZIONE COMPARATIVA E CORRELAZIONE FRA METODI DI II E III GENERAZIONE

pubblicata il 23 September 2011 
da 
De Pascalis A.
Valletta A.R.
Vitale O.
Alfonso L.
D’Amelio A.
Proia S.
Russo F.
Buongiorno E.

(U.O. Nefrologia, Dialisi e Trapianto, Ospedale “V. Fazzi”, Lecce)

Introduzione

Il dosaggio del paratormone (PTH) in nefrologia ha una rilevanza topica data la nota elevata frequenza della patologia paratiroidea nel paziente uremico e la sua correlazione sia con la patologia ossea che con quella cardio-vascolare. Pertanto se le diverse Linee Guida Nazionali ed Internazionali raccomandano i target entro cui è consigliabile mantenere i livelli di PTH, risulta fondamentale avere un metodo di dosaggio sicuro ed affidabile.  Poiché i dosaggi immunometrici utilizzano anticorpi prodotti contro la molecola da dosare, l’identificazione dell’antigene, ed in particolare degli epitopi verso cui viene sviluppato l’anticorpo, riveste un’importanza cruciale. Nel caso del PTH la problematica è complicata dal fatto che le molecole circolanti sono diverse e diversa è la loro attività biologica. La molecola intera del PTH è, come noto, costituita da 84 residui aminoacidici ma, già all’interno della ghiandola paratiroidea, è soggetta ad idrolisi con produzione di frammenti sia C- che N-terminali. La proteolisi può avvenire in diverse posizioni ed i frammenti risultanti sono molti come evidenziato nella figura a lato.

Materiali e metodi

I frammenti C terminali o N terminali possono essere rilasciati dalle stesse ghiandole paratiroidee o dal metabolismo periferico. Questo porta a risultati ampiamente differenti a seconda dei vari metodi di dosaggio, soprattutto nell’uremico a causa della ridotta clearance dei frammenti C terminali. Nel tempo, dunque nella pratica clinica i metodi di I generazione che dosavano anche i frammenti C-terminali sono stati sostituiti da quelli di II generazione (PTH intatto), con doppio anticorpo, più affidabili e semplici da usare. È più recente l’introduzione di metodi di III generazione, specifici per la molecola intera (PTH intero o 1-84) e privi da interferenze anche di frammenti N-troncati in posizione precoce della molecola (fig 2 e 3). Il confronto fra questi e quelli per il PTH intatto mostra che quest’ultimo dà valori di circa il 40-50% più elevati. Si hanno pertanto differenze nei valori assoluti che, se non interpretate correttamente, possono ripercuotersi sulla gestione clinica e terapeutica del paziente. Inoltre se da una parte i metodi di III generazione (PTH intero) sembrano essere più direttamente correlabili alla funzione paratiroidea, i livelli sierici ottenuti con i metodi di II generazione (PTH intatto) hanno al momento riferimenti clinici e scientifici validati su più ampie casistiche, ed a cui fanno riferimento le principali Linee guida (ad esempio le K-Digo). Da qui la necessità di adozione di strumenti di confrontabilità fra i due diversi metodi.

Allo scopo di identificare uno strumento di confrontabilità fra diversi metodi abbiamo effettuato il dosaggio del PTH sia intatto che intero su 30 pazienti consecutivi afferenti al nostro Centro ed affetti da IRC in trattamento emodialitico ed iperparatiroidismo secondario, risultando ogni paziente controllo di se stesso (PTH intatto versus intero).

Risultati e Conclusioni

I dati di correlazione ottenuti con il metodo della regressione lineare (y = 0,7489x – 107,23; R2 = 0,94) ed il coefficiente di correlazione individuato, pari a 0.9, peraltro in linea con i principali dati della letteratura, sembrerebbero permettere, in attesa di studi su popolazioni più numerose, un confronto diretto fra i due metodi di diversa generazione e quindi un sicuro uso nella pratica clinica del metodo di III generazione (PTH intero).

Bibliografia

- Murray TM, Rao LG, Divieti P, Bringhurst R. Parathyroid Hormone secretion and action: evidence for discrete receptors for the carboxyl-terminal region and related biological actions of carboxyl-terminal ligands. Endocrine Rev 2005; 26: 78-113.

- D'Amour P, Rakel A, Brossard JH et al. Acute regulation of circulating parathyroid hormone (PTH) molecular forms by calcium: utility of PTH fragments/PTH (1-84) ratios derived from three generations of PTH assays. J Clin Endocrinol Metab2006; 91: 283-89.

- D'Amour P. Circulating PTH molecular forms: What we know and what we don't. Kidney Int 2006; 70: S29-S33.

- Souberbielle JC, Friedlander G. Cormier C. Practical considerations in PTH testing. Clinica Chimica acta 2006; 366: 81-89. -Souberbielle JC, Boutten A, Carlier MC et al. Inter-Method variability in PTH measurement: implication for the care of CKD patients. Kidney Int 2006; 70: 240-3.

- Maranegella M. PTH: a che punto siamo con il dosaggio? Giornale Italiano di Nefrologia 2009; 5: 600-607

Parole chiave: Insufficienza Renale Cronica, Iperparatiroidismo secondario, Metabolismo calcio-fosforo
Domande riferite alla risposta
  • 180

    PROBLEMATICHE DEL DOSAGGIO DEL PARATORMONE NEL PAZIENTE UREMICO: VALUTAZIONE COMPARATIVA E CORRELAZIONE FRA METODI DI II E III GENERAZIONE



    inserita il 22 July 2011
    da Capo Redattore , Tesi spa (CN)
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